mercoledì 4 giugno 2008

Miserere, siamo messi male!

"Vacanze estive, un lusso per pochi"
"La metà delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese"
In questi giorni il tono del piagnucolio a mezzo stampa sale... dire che il reddito medio delle famiglie è di 1.900 € netti al mese non rende abbastanza la tragedia di massa; nonostante il gasolio costi 1.5 €/l i "gitanti" ingolfano ogni fine settimana le autostrade, indice che non siamo proprio in miseria... e invece niente, l'entusiasmo per la commiserazione collettiva ha sempre tanti adepti tra i giornalisti (che poi la iniettano lentamente ed efficacemente nella popolazione).

Il problema non è quanti soldi ha in tasca la gente, ma quanti interessi diversi dal "comprare" gli sono rimasti!
Faccio un esempio: se Domenica ho voglia di fare una passeggiata, andare a vedere una mostra o stare in famiglia, che io sia ricco o povero, alla sera sarò soddisfatto; se il mio unico sogno è comprare il SUV o il TV al plasma più grande del vicino allora è un problema, e resterò miseramente frustrato invidiando chi si può comprare tutto quel "benessere".
Poi c'è una terza categoria, i più miseri di tutti, ma molto in voga ultimamente: quelli che sognano il SUV gigante, il mega TV o il super telefonino, si indebitano per simulare l'opulenza che sognano, e poi si lagnano e piagnucolano perchè non riescono a pagare le 15 rate mensili che hanno collezionato!

1 commento:

desmopiergio ha detto...

Da Milano Finanza di Lunedì 9 Giugno 2008:
Famiglie meno indebitate
Secondo una ricerca Abi, nel 2007 i prestiti sono diminuiti
L’Italia risulta quindi il mercato Ue con il minor tasso di indebitamento

Frena la crescita dell’indebitamento delle famiglie italiane.
Nel 2007 i prestiti erogati dal
sistema banche ai nuclei familiari, quindi mutui immobiliari e credito al consumo, hanno superato i 367 miliardi di euro, in crescita dell’8,7% rispetto all’anno precedente.
L’andamento, secondo i dati mostrati al convegno Credito alle famiglie 2008 organizzato dall’Abi,
mostra una conferma del rallentamento già evidenziato negli anni passati: nel 2006 la crescita era infatti stata del 10,4%, nel 2005 del 13,8% e nel 2004 del 15,4%.
«Non c’è all’orizzonte il rischio di una stretta al credito, piuttosto c’è un forte segnale
di maturità delle famiglie che, in una congiuntura incerta, pianificano con attenzione i loro comportamenti di spesa», ha spiegato il direttore generale
dell’Abi, Giuseppe Zadra, sottolineando che l’Italia, rispetto ai principali paesi Ue, si conferma come il mercato con il minor tasso di indebitamento delle famiglie.